Roberto Cecchini
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Anche nel letame nascono i fiori. E succede che nella bruttura dei palazzi noti come "le torri dell'Ater" di Valle Aurelia si possa trovare arte...arte di strada ma pur sempre arte. Poco importa se qualcosa vale di più e qualcosa vale di meno. Su impulso della biblioteca comunale - che qui ha un suo avamposto e resiste da anni, portando cultura in un posto che tutto ispira tranne che a leggere - nel 2012 venne avviato un progetto, in comune accordo col centro sociale che condivideva questa galleria con il Municipio, di riqualificazione dell'angusto corridoio che collegava gli androni e gli spazi comuni al piano terra di una delle torri. Poco importa se poi il progetto venne rispettato solo in parte e poco importa se l'impronta di alcune delle opere sia con una forte connotazione politica: di fatto se vi addentrate nel buio tunnel che accoglie questi luoghi vi troverete dentro una vera e propria galleria d'arte e alcuni dei murales sono veramente belli, a partire da quello "site specific" che ritrae un energumeno tatuato che legge un classico della letteratura per finire al murale di MP5 che ritrae colletti bianchi e religiosi in un campo di banconote e passando per opere che si ispirano a VanGogh e Matisse o ai semplici graffiti realizzati su altri muri. Bellissimo viaggio nell'arte moderna che se ha resistito bene e così tanto in un posto così difficile significa che ha trovato il gusto della gente e ha ricevuto il doveroso riconoscimento ai simboli che rappresenta. Invito chiunque passi da queste parti - stiamo a poche centinaia di metri dal Centro commerciale Aura, dove ci sono altri murales NdR - dovrebbe venire a vedere queste opere d'arte che riconoscerete perché le opere più grandi e più belle vi accoglieranno sulle pareti (in origine il progetto era di realizzare i murales sui muri esterni dell'edificio ma venne riconvertito nel più anonimo cortile interno). Utili info? Allora lasciate un like e cercate le mie altre recensioni su Roma e non solo.